Lacan ha sottolineato che gli stadi dello sviluppo della libido sono legati alla storia del soggetto. I cosiddetti stadi vanno visti nel contesto dei nascenti tentativi del bambino di collocarsi all'interno di una famiglia e di una struttura sociale, e vanno anche letti nell'ambito delta successiva riorganizzazione della memoria operata dall'adulto.

Gli stadi possono qui essere visti come snodi o punti di svolta nei tentativi del soggetto di riconoscere la propria storia. Così ogni fissazione a un preteso stadio istintuale è prima di tutto una stimmata storica: pagina di vergogna che si dimentica o si annulla, o pagina di gloria che obbliga.

Inoltre, Lacan scrive che questi stadi sono già organizzati in una soggettività, situata all'interno di una struttura simbolica che implica relazioni tra soggetti; anche prima di nascere, il bambino ha un posto nella mente dei genitori, a volte persino un nome. Esiste una storia familiare, un'organizzazione entro la quale dovrà o non dovrà adattarsi: Per dirla in breve, gli stadi istintuali già quando sono vissuti sono organizzati in soggettività.

E per dirla chiara, la soggettività del bambino che registra come vittorie o sconfitte il gesto dell'educazione dei suoi sfinteri, godendovi della sessualizzazione immaginaria dei suoi orifizi cloacali, rendendo aggressione le sue espulsioni escrementizie, seduzione le sue ritenzioni, e simboli i suoi rilasciamenti, questa soggettività non è fondamentalmente differente dalla soggettività dello psicoanalista che cerca di restituire per comprenderle le forme dell'amore che egli chiama pregenitale.

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